Partiamo dalla fine: i profumi afrodisiaci esistono, eccome se esistono, ma, a differenza di quanto si tende a credere non vi faranno finire lunghi e stesi su un materasso o un divano (o un sedile reclinabile) preda della rovente passione del vostro amato. Ciò che i profumi, o meglio alcuni loro componenti, afrodisiaci però vi assicureranno è di andare a solleticare alcune parti del cervello deputate al riconoscimento degli stimoli del piacere. E dunque, oggi, in questo articolo del nostro blog se da un lato sfateremo qualche mito, vi sveleremo tutto ciò che è bene tenere a mente se si è alla ricerca di un profumo capace di fare il solletico proprio in quelle zone lì, del cervello (cosa stavate pensando), e darvi una mano nella sottilissima arte della seduzione.
Tra marketing e realtà
A un certo punto, qualche anno fa, siamo rimasti tutti un pelo perplessi davanti alla commercializzazione di una candela che, a detta della sua ideatrice, quell’acqua cheta di Gwyneth Paltrow, riproduceva il profumo della sua vagina. In molte abbiamo anche riepilogato i suoi fidanzati e/o mariti da Brad Pitt a Chris Martin e, in effetti, siamo giunte alla conclusione che qualcosa di speciale Gwyneth dovesse avere. Magari proprio quel profumino là, talmente irresistibile da trasformarlo in una specie di cero votivo alla sensualità che, se non prometteva proprio il Brad Pitt originale, quantomeno poteva farci sperare in un Brado Piattelli di provincia.
In realtà Gwyneth non ha nulla, almeno per quanto riguarda i profumi, di speciale, ma è un’abile stratega di marketing (e qua tanto di cappello) nella sua candela, oltre alla glicerina, si trovano coriandolo, rosa damascena, cipresso hinoky e cacao tostato, nemmeno un feromone umano… e per fortuna perché come vedremo tra qualche riga di umano i feromoni non hanno nulla e soprattutto non mantengono nessuna delle promesse che fanno… insomma non sono afrodisiaci.
La scienza dietro i profumi afrodisiaci: cosa dice la ricerca scientifica
All’inizio degli anni ’90 in quel residuo culturale di edonismo reaganiano che presto si sarebbe scontrato con la tendenza No logo, decisamente più pauperista e meno gaudente, l’azienda Erox svela i risultati di una ricerca ‘scientifica’ in base alla quale sono stati scoperti due feromoni umani: l’androstadienone e l’estrotetraenolo che hanno il potere di stimolare il nostro epitelio olfattivo e persino il nostro organo vomeronasale, un piccolo osso situato verticalmente fra le cavità nasali che costituisce la parte posteriore del setto nasale ed è principalmente utilizzato (ma non nell’uomo) per captare i feromoni, messaggeri chimici che trasmettono informazioni tra individui della stessa specie. Insomma, secondo la Erox, che incidentalmente un attimo dopo avere diffuso la notizia ha brevettato le due molecole come feromoni umani, si era finalmente riusciti a sintetizzare in laboratorio quelle molecole capaci di attirare il partner sessuale.
In effetti a voler semplificare ciò che semplice non è, i feromoni sono usati come mezzi di comunicazione tra soggetti della stessa specie (anche le formiche li usano per indicarsi il tragitto verso il cibo). Tuttavia nell’uomo le cose non funzionano così e a mettere la pietra tombale sulla bufala dei feromoni come catalizzatori di interesse sessuale sono state numerose ricerche. In particolare lo zoologo Tristram Wyatt (Oxford University) ha spiegato come la ricerca usata dalla Erox come leva per lanciare sul mercato le due nuove molecole ha qualche validità ammesso che cambino le premesse: le persone non hanno un olfatto così sviluppato come quello di altre specie animali, e dunque non è in grado di captare i feromoni umani (di cui comunque ancora non siamo certi dell’esistenza). Riassumendo: quella dei profumi ai feromoni come irresistibili armi di seduzione è una delle più grandi bufale della profumeria. Noi ve l’abbiamo detto, eh!
Ingredienti chiave: le note olfattive che stimolano il desiderio
Insomma, data per persa la storia che le fragranze ai feromoni umani siano quello che ci serve per trovare un fidanzato o una fidanzata, non è il caso di disperarsi, perché comunque in profumeria esistono ingredienti di grande attrattività, capaci di veicolare messaggi più o meno espliciti all’altro sesso. In realtà si tratta di note decise, riconoscibili e riconducibili a un’idea stereotipata, e quindi immediatamente facile da riportare alla memoria, di alcuni tipi di persone: non è un caso se esistono profumi indicati per le giovani donne,
altri per maschi Alfa
e altri ancora unisex (che nell’era della fluidità non possono davvero mancare).
È abbastanza intuitivo capire che un profumo dolce, vanigliato, gourmand faccia venire voglia di dare un morsettino a chi lo indossa,
così come è facile pensare che un uomo che indossa un profumo secco, con note di cuoio e oud, voglia trasmettere alla donna che ha davanti una precisa immagine di sé.
Scegliere la nota olfattiva del proprio profumo non significa comunque usare per tutta la vita la stessa fragranza (dicono che farlo sia indice di classe, chi scrive non è d’accordo e ritiene che sia invece indice di pigrizia e poca fantasia). Se si amano le note dolci esistono infinite combinazioni di vaniglia, più o meno audaci, e allo stesso modo se si preferiscono quelle esperidate e fresche se ne possono trovare decine di esemplari mescolati ad arte. Insomma il consiglio è di ‘battezzare’ un particolare ingrediente, quello che in qualche modo ci caratterizza e ci identifica e su quello giocare alternando fragranze più o meno intense in base all’occasione e allo scopo che vogliamo ottenere.
L'effetto psicologico dei profumi sulla percezione dell’attrattività
Lo abbiamo visto in più occasioni: ci sono profumi che su alcuni esercitano un effetto calamita e su altri invece sono assolutamente respingenti. Eppure il profumo è lo stesso così come lo è la persona che lo indossa: la differenza sta nella memoria olfattiva che lega quella particolare fragranza a un determinato ricordo. Dal momento che non possiamo conoscere la memoria olfattiva di qualcuno che stiamo imparando a conoscere, e che magari vorremmo conquistare, il nostro consiglio è di andare per gradi partendo dal nostro ‘ingrediente caratterizzante’ ma in una versione light e se poi scopriamo che piace, allora via libera a quella più audace, intensa e voluttuosa.
Come scegliere e utilizzare i profumi afrodisiaci efficacemente
Se la scelta di un profumo ‘afrodisiaco’ ruota intorno all’ingrediente caratterizzante di ogni persona, è sulle occasioni d’uso che vale la pena fare una riflessione perché non è proprio il caso di lanciarsi alla conquista del fornaio sotto casa, a meno che non siate la signora Pina (Fantozzi) e il fornaio non sia Diego Abatantuono. Scherzi a parte, anche nel caso dei profumi afrodisiaci, vale la regola del buon senso e dunque la valutazione delle occasioni e degli ambienti in cui si indossano. Per andare al lavoro non è consigliato usare una fragranza particolarmente intensa, così come non lo è in palestra e nemmeno per una cena fuori (anche se il dolce siete voi!). Tuttavia ricordate la regola aurea del sex appeal olfattivo: non fatevi il bagno nel profumo ma spruzzatene qualche goccia nelle zone calde, quelle più vascolarizzate che assicurano la sua persistenza: il collo, i polsi, dietro le orecchie, l'interno del braccio e la parte dietro del ginocchio. Che poi, se ci pensiamo un attimo, sono anche le famose zone erogene (chissà perché il profumo va spruzzato proprio lì!)
Oltre il mito: limiti e potenzialità reali dei profumi afrodisiaci
Riassumendo: abbiamo appurato che non esistono veri e propri profumi afrodisiaci, ossia in grado di favorire l’attrazione sessuale, ma abbiamo anche capito che puntare su una particolare nota caratterizzante e giocare con lei a seconda delle occasioni (e delle persone che abbiamo davanti) ci renderà se non indimenticabili, di sicuro riconoscibili. E cos’è l’attrazione se non il riconoscersi d’istinto tra milioni di persone?